Quanto è etico ciò che indossi? L’esperienza di Mani Tese

Potrebbe sembrare una stupidaggine, ma oramai è sempre più rischioso dare per scontato ciò che indossiamo. Si rende sempre più necessario conoscere il materiale che costituisce un determinato abito, soprattutto sapere da chi sia stato cucito. Una questione di etica. Sappiamo bene, infatti, che un vestito è il risultato di una filiera produttiva che, se non controllata, ha degli impatti estremamente negativi sull’ambiente.

Stando alla Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite, l’industria della moda è la responsabile del 20% dello spreco globale dell’acqua, del 10% delle emissioni di anidride carbonica, senza contare il 24% di insetticidi ed 11% di pesticidi utilizzati nelle coltivazioni di cotone. Uno scenario alquanto inquinante.

La seconda industria più inquinante al mondo

Ti sei mai domandata, ad esempio, quale sia il metodo di produzione di un paio di jeans? Il Sole 24 Ore riporta cifre molto chiare circa il quantitativo di elementi coinvolti:

  • 3800 l di acqua
  • 12 m quadri di terreno
  • 18, 3 Kw/h di energia elettrica

Considerando un’emissione di 33,4 Kg di CO2 durante l’intero ciclo di vita del prodotto, oltre al fatto che la produzione annuale di jeans in tutto il mondo è di circa 3 miliari, è possibile affermare che la situazione sia notevolmente allarmante.

Moda etica, sì, ma come?

La moda sostenibile ha indubbiamente a che fare con il concetto di etica. Infatti, è necessario avere un approccio etico sia nei confronti del pianeta che ci ospita, sia nei confronti dei lavoratori. Il rispetto è alla base della moda etica.

Si tratta di scegliere materie prime sostenibili alla lavorazione e ai trattamenti, senza l’utilizzo di prodotti chimici inquinanti. Allo stesso modo, moda sostenibile significa rispettare coloro che lavorano nelle filiere produttive, riconoscendoli anzitutto come esseri umani ed in secondo luogo come dipendenti.

La verità di Mani Tese: un’azione socialmente etica

È proprio a partire da questi concetti che Mani Tese, ONG che si batte per la giustizia sociale, economica e ambientale nel mondo, ha organizzato a Milano una mostra interattiva dal titolo “The Fashion Experience – La verità su quello che indossi”. L’obiettivo era esattamente quello di sottolineare le conseguenze sociali ed ambientali legate all’industria della moda.

Tre grandi strutture, gratuitamente visitabili dal 21 al 30 Giugno scorso, sono state installate in Piazza XXIV Maggio e ciascuna di esse ospitava ognuno degli ambienti della mostra.

Nel primo, dedicato all’impatto ambientale della filiera tessile, i visitatori avevano la possibilità di toccare con mano le conseguenze dei loro acquisti.

La seconda struttura riguardava le problematiche sociali legate alle modalità di lavoro, in particolare toccava il tema dello sfruttamento del lavoro minorile. Tramite alcuni video, i visitatori scoprivano la realtà dei bambini impiegati nell’industria della moda, i quali possono arrivare a lavorare anche fino a 12 ore al giorno. 

Il terzo ambiente visitabile, invece, metteva a confronto il tipo di lavorazione di una filiera etica con una non sostenibile. Infatti, era possibile osservare i processi di realizzazione di un cappellino e di un paio di sneaker, dalla produzione nei campi di cotone all’arrivo in negozio. Al tempo stesso, ai visitatori era concesso di inviare ad alcuni brand proposte di cambiamento per favorire la sostenibilità degli stessi.

Una moda etica può salvare il mondo

È necessario che tutti coloro coinvolti nei processi di realizzazione e sponsorizzazione dei vestiti prendano consapevolezza dell’importanza di un cambiamento etico nella moda. A partire da realtà relativamente più piccole, come ad esempio il Comune di Milano che ha accolto l’iniziativa di Mani Tese, a personaggi più illustri che si sono già mossi in questo senso. Prime fra tutti Stella McCartney e Vivienne Westmood, pioniere della moda etica e sostenibile.

L’etica di Fibrae

Concentrare la propria filiera produttiva dall’altra parte del mondo, con costi alti sia da un punto di vista umano che di trasporto, non è assolutamente un comportamento etico e sostenibile. Un occhio all’ambiente, l’altro ai lavoratori. Ecco la missione di Fibrae: abiti di qualità che seguono criteri etici di una sostenibilità che si rende sempre più necessaria.

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Guida alle taglie
Taglie TORACE (cm) VITA (cm) BACINO (cm) COLLO (cm)
40 80 64 90 35
42 84 68 94 36
44 88 72 98 37
46 92 76 102 38
S 78 62 88 34,5
M 86 70 96 36,5
L 94 78 104 38,5